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Cos'è il Coding?   Il coding è un approccio di pensiero per algoritmi, un pensiero computazionale necessario per comprendere la vita digitale pervasa da dispositivi e dalla Rete, il cosiddetto “internet delle cose”. I “nativi digitali” sono naturalmente capaci nell’uso delle tecnologie, ma il loro modo di pensare non ha avuto un’evoluzione altrettanto rapida: maneggiare quotidianamente dispositivi digitali non significa comprenderli e capirne le logiche. Ecco che coding è il modo di insegnare a programmare e a pensare, che entra nelle scuole mediato da formatori e docenti, per rendere capaci i bambini dai 3 ai 12 anni a immaginare e creare nuovi mondi digitali.

L’Unione Europea ha definito il coding come parte fondante della Open Education da realizzare entro il 2020 e ha creato da alcuni anni la Code Week per incoraggiarne la diffusione. Il Presidente Usa Obama ha esortato gli studenti delle scuole americane “non a usare le app ma a crearle“.

L’approccio pioneristico in tal senso parte dall’iniziativa del Lifelong Kindergarten del MIT Media Lab, che nel 2007 ha elaborato Scratch, un ambiente di apprendimento virtuale che è poi diventuto anche una lerning community con oltre 11.363.713 di progetti condivisi. Scratch è un linguaggio di programmazione che rende semplice creare storie interattive, giochi e animazioni, da condividere poi sul web. Oltre a Scracth ci sono tante modalità per insegnare a programmare e a incoraggiare il pensiero computazionale: dai giocattoli digitali ai robot nati con queste finalità. Laboratori e corsi sono entrati nelle scuole grazie alle singole iniziative di insegnanti illuminati, mentre nel contesto extrascolastico dominano da anni movimenti gratuiti come Coderdojo, oltre a recenti iniziative di associazioni, come Wister e Didasca, che insieme promuovono CODING FOR FUN, un percorso gratuito per sviluppare il pensiero computazionale, e a start up che vincono premi per imparare a programmare giocando, come nel caso di Tinkidoo.

Il coding, quindi, è un approccio pensato per chi vuole avere i primi rudimenti della Rete e infatti non è piaciuto solo a insegnanti di materie scientifiche ma anche a quelli di discipline umanistiche, protagonisti del cambiamento secondo i dati MIUR. 

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Il coding è un approccio di pensiero per algoritmi, un pensiero computazionale necessario per comprendere la vita digitale pervasa da dispositivi e dalla Rete, il cosiddetto “internet delle cose”. I “nativi digitali” sono naturalmente capaci nell’uso delle tecnologie, ma il loro modo di pensare non ha avuto un’evoluzione altrettanto rapida: maneggiare quotidianamente dispositivi digitali non significa comprenderli e capirne le logiche. Ecco che coding è il modo di insegnare a programmare e a pensare, che entra nelle scuole mediato da formatori e docenti, per rendere capaci i bambini dai 3 ai 12 anni a immaginare e creare nuovi mondi digitali.

L’Unione Europea ha definito il coding come parte fondante della Open Education da realizzare entro il 2020 e ha creato da alcuni anni la Code Week per incoraggiarne la diffusione. Il Presidente Usa Obama ha esortato gli studenti delle scuole americane “non a usare le app ma a crearle“.

L’approccio pioneristico in tal senso parte dall’iniziativa del Lifelong Kindergarten del MIT Media Lab, che nel 2007 ha elaborato Scratch, un ambiente di apprendimento virtuale che è poi diventuto anche una lerning community con oltre 11.363.713 di progetti condivisi. Scratch è un linguaggio di programmazione che rende semplice creare storie interattive, giochi e animazioni, da condividere poi sul web. Oltre a Scracth ci sono tante modalità per insegnare a programmare e a incoraggiare il pensiero computazionale: dai giocattoli digitali ai robot nati con queste finalità. Laboratori e corsi sono entrati nelle scuole grazie alle singole iniziative di insegnanti illuminati, mentre nel contesto extrascolastico dominano da anni movimenti gratuiti come Coderdojo, oltre a recenti iniziative di associazioni, come Wister e Didasca, che insieme promuovono CODING FOR FUN, un percorso gratuito per sviluppare il pensiero computazionale, e a start up che vincono premi per imparare a programmare giocando, come nel caso di Tinkidoo.

Il coding, quindi, è un approccio pensato per chi vuole avere i primi rudimenti della Rete e infatti non è piaciuto solo a insegnanti di materie scientifiche ma anche a quelli di discipline umanistiche, protagonisti del cambiamento secondo i dati MIUR. 



Pubblicazione del: 30-11-2015
nella Categoria 2016-17


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